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Er capoccione 14/11/2011

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:00
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Pè passà alla storia, definì l'albero del pino sacro ed intoccabile qui a Roma, dimenticandosi almeno di porre una fascia a salvaguardia, diciamo un 10 metri di distanza dalle strade e dalle case. Così ogni volta che il vento fa i capricci e ce dovesse da scappà er morto, tutti gridano alla fatalità, al degrado ed all'inefficienza dei caporioni perchè non hanno fatto controllà le radici. Per non parlare poi di tutti gli artarini che addobbano i tronchi sulla Cristoforo Colombo, da Roma ad Ostia, tutti i rifacimenti delle strade dal manto sollevato dalle radici e le bestiemme dei condomini che si sono ritrovati questi doni, quando je tocca da rifà i cortili condominiali. Qui nel paese tajoto ben si sà che le norme si aggiungono alle norme e come puoi pensare che qualche capoccino oggi possa abrogare l'idea di un capoccione od emendarla, neanche con un referendum, perchè dovrebbero da fà votare solo le parti lese, le mamme dei ragazzi schiantatisi sulla Colombo, quelli che pagano le tasse per risistemare i manti stradali rovinati dalle radici, i condomini che ce l'hanno nel cortile etc..
Er capoccione lo volle a imperitura memoria, tanto era a sua immagine e somiglianza, vuoi per la grande chioma che per il valore intrinseco, che dopo che l'hai potato o de nascosto lo hai abbattuto rischiando pesanti sanzioni,  devi pure da pagà er cammion per poter portà via la legna, neanche buona per il focolare domestico. Come ben si sa, il capoccione tajota poco si preoccupa dei danni che possono derivare dai suoi comportamenti alle generazioni future (in effetti questi regali quando vengono piantati sono di dimensioni modeste) ed è per questo che occorre decretare d'urgenza, assieme a tutti gli altri provvedimenti a salvaguardia del territorio il taglio immediato di tutti i capoccioni che si pavoneggiano in bella mostra lungo le strade della penisola.

 

Presa visione 10/02/2011

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:00
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Se fossi il padre di un capezzolone, uno qualsiasi, mi vergognerei a parlarne con i miei amici, ma almeno non dovrei aiutarlo per arrivare a fine mese, nè dovrei pagare sempre il conto ogni qualvolta mi invita al ristorante. Però sarebbe ora di smetterla di parlare affacciandosi al balcone, alla finestra od alla televisione, quando non si affronta il solito tran tran quotidiano e non si prendono i mezzi pubblici: qui bisogna tornare tra le masse e riconquistarsi le anime. E sarebbe ora pure di dare un riconoscimento sociale a tutte quelle brave ragazze che si sacrificano, alcune addirittura sulle pubbliche strade, per alleviare l'esistenza di tanti poveri esseri umani che, educazione sessuale scolastica a parte, sono afflitti da livelli troppo alti di testosterone e senza tale servizio sociale, ce li ritroveremmo magari sui mezzi pubblici ad appizzarlo a noi, che si torna stanchi a casa, dopo una giornata di lavoro.
Ah, oggi devo ricordare di non dare nulla da mangiare al gatto, che deve essere operato. Eh sì, la padrona ha deciso che anche per lui è giunto il tempo del taglio delle palle.
D'altronde non ci si salva aggratis da un cassonetto della monnezza e qui noi, pur avendo una brava igienista orale, non siamo abituati a raccontar favole, o palle che dir si voglia.

 

 

Lavoro di squadra 03/12/2010

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:00
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Si fa presto a dire lavoro di squadra, team working, working group, crew…, quando si guadagnano venti e passa miliardi delle vecchie lirette annui e si gode il privilegio dei due cognomi e di una folta criniera: bisognerebbe almeno fare dei distinguo.
Ve lo immaginate voi negli ambienti statali?
Si dovrebbero almeno dare degli obbiettivi seri, legare lo stipendio al loro raggiungimento, consentire di scegliersi i compagni di squadra, eleggersi liberamente il capitano. Eliminando quadri e managers di primo livello ci sarebbe la possibilità di premiare i team più efficienti, ma mai tutti, per alimentare comuque quel minimo di competizione.
Io dal lavoro di squadra sono sempre stato fregato, per via di quel carattere che ti spinge a farti carico dei problemi e di trattare gli affari degli altri sempre meglio dei propri. Per non parlare poi di quelle volte che non riuscivi a sgattaiolare e ti toccava far coppia fissa con la collega sposata e con carico famigliare, prontissima nel promettere ed illustrare in tutte le lingue mari e monti ai clienti ed altrettanto pronta poi a defilarsi quando si iniziava a metterci fisicamente le mani sopra. L'unica volta che non rimasi deluso dalla squadra fu quando con peppino, nino, zicchicchi e la spigolatrice girammo in lungo ed in largo l'itaja, ravvivando i sopiti spiriti, infiammando gli animi, risvegliando l'amor patrio, complementari in tutto per una vera squadra vincente, peppino sempre col brando in mano e nino suo fido scudiero, zicchicchi tessitor di segrete trame ed io abile stratega logistico, e poi come è giusto che sia, la spigolatrice a rinfrancar le stanche membra con le sue belle spigolotte al sale, arrosto, oppure lesse purchè accompagnate dalla sua incomparabile maionnese casereccia.   

 

Il piano B 29/10/2010

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:00
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Bisogna porre un limite temporale ai propri sogni ed alle speranze e quindi superati i 30 anni di vita affidarsi esclusivamente al proprio piano B che saggiamente avevate preparato.
– Pensavate in un futuro da aquile? Allora preparatevi anche la possibilità  di poter volare come anatre.
– Credevate di diventare goleadors con guadagni miliardari? Accontentatevi di fare i mediani e restare milionari.
– Avete ormai perso ogni speranza che il principe azzurro o la miliardaria  si ricordino di voi? Abbracciateve quel rospetto che vi segue da anni come un cagnolino e chissà che a forza di baci non si trasformi in principe o principessa, ma solo dopo che vi sarete sposati, perchè chiaramente il vostro piano B deve comprendere un matrimonio vero e registrato in comune.
Ricordateve però che ar giorno d'oggi, passati i trenta, è mejio innammorasse der proprio partner
ed andarci in giro mano nella mano solo dopo che ve lo siete sposato, potrete sempre liberarvene in seguito, ma solo se avete fatto abbastanza soldi da poter evitare inutili dolori.
L'importante è la salute ed un minimo di sopravvivenza economica, quando si ha sete, per essere felici basta una bottiglia di acqua fresca.

p.s. tutto ciò ovviamente non vale per gli avvocati, per i quali c'è sempre la speranza di un buon colpo in un paese così affamato di giustizia  

 

Isterie e rimedi 20/09/2010

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E' carino e beneaugurante che una figlia prenda le difese del suo ragazzo padre in balia della solita scenata isterico coniugale.
Era giusto passata per un caffè e si parlava del futuro, quando ti piomba in casa come una forsennata la consorte tutta accaldata, indispettita da una panne meccanica, poi magicamente sparita ed insoddisfatta per un trattamento dal parrucchiere, non effettuato come da lei richiesto e poi rivelatosi ben lontano dai risultati sperati.
Ecco allora scattare la figlia in difesa del suo stanco genitore e ribattere urlo su urlo per dimostrare la mia estranietà agli avvenimenti avversi della giornata.
Che soddisfazione!
Certo la giovane ha molta più esperienza nel poter giudicare e quantificare la stronzaggine di un uomo ed in effetti riesce sempre a sovrastare la vecchia. Lei però ignora che tra me e sua madre c'è un accordo di tanti anni orsono in cui l'autorizzavo in qualsiasi momento difficile a potersi sfogare su di me ed addirittura in situazioni imbarazzanti affibbiarmi  sempre la colpa e defilarsi con la classica frase "è tutta colpa di quel porco di mio marito".
Credo che prima o poi dovrò svelarle questo segreto che potrebbe contribuire a stabilizzare i suoi rapporti verso l'altro sesso, sono cose che aiutano a passare la giornata ed assolutamente necessarie all'equilibrio femminile.

 

Fare quadrato 13/09/2010

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:00
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Le cose vanno male ed il bobbolo abbandonato a se stesso dal silenzio dei caporioni, non comprende.
Bisognerebbe farla finita co sta mania de comprà robba estera e poi lamentarsi che qui da noi gli operai vengono licenziati e dopo di loro anche i vari precari.
Prendiamo ad esempio l'auto, io capisco che quel 10% di compaesani, che vuole distinguersi e far sapere che ha il grano, si compri vetture di lusso e di un certo prestigio, ma tutti quei morti di fame del restante 90%, che comprano utilitarie estere non mi vanno proprio giù, che poi si lamentano pure, perchè togliendo le chiavi dal cruscotto gli restano accese le luci e scaricano la batteria.
Insomma sta povera fiat ha si è no' il 20% del mercato qui in taja, e solo con modelli di bassa cilindrata (modelli che rendono poco) e quei teste de cazzo dei nostri caporioni fino a ieri finanziavano persino la rottamazione dell'auto, arricchendo le marche estere.
Capisco che quei miseri lavativi, sabotatori ed assenteisti di operai ve stanno sur cazzo, speciarmente a voi che avete un impiego statale e che gravate sulle loro spalle, ma in mezzo a loro c'è pure tanta brava gente e se non capite che non è più tempo ormai di cazzeggiare e nessuno si affaccia dallo schermo televisivo o da qualsiasi altro pulpito a spiegarvelo, beh allora dovreste aprire un po' il cervello, perchè qualcosa di duro sta poggiando sul fondoschiena di noi tutti e, mentre chi viaggia con la scorta continuerà a farlo, noi come sempre dovremo vedercela tra di noi.

 

Il Caporale erudito 31/08/2010

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 07:10
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Quando parla si aiuta sempre con le mani, gesticola, te le posa sulle spalle, se per caso sei dell’altro sesso, scende lungo il braccio fino a prenderti la manina e poi, tempo un paio di giorni scende anche più giù, massaggiandoti i glutei. Il Caporale nella sua lunga vita, vista la facilità di relazionarsi, ha fatto una grossa lista di amicizie di gente come lui.

Che te serve?………   

Conosce gente dappertutto, ar comune, all’enel, ar gasse, alla regione, alla provincia, all’ospedale….
Ahoo, niente de illegale è, parliamoci chiaro, quarche cenetta, bijetti pe' lo stadio, na' gitarella fori porta, l'abbacchietto pe' pasqua, mazzi di fiori, potrebbe entrare in politica, ma lui i politici li odia: troppo schiavi del bobbolo.

Il caporale è una risorsa per tutti, amici e parentado, guai a non averne uno a portata de mano, specialmente qui da noi, nella vecchia tajia.