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Commiati 10/01/2010

Filed under: Uncategorized — fracatz @ 17:16
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Non di rado si capita su blog, molto interessanti dal punto di vista demo-esistenziale e poi ci si rende conto che sono lì, ormai abbandonati e senza speranza che l’autore ne riprenda il servizio, e non sempre perché stanco del suo giocattolino, bensì perché scomparso inaspettatamente.
Non vorrei lasciare queste pagine senza un saluto, quindi, avendo a suo tempo deciso che le mie ceneri debbano andare  ai piedi di un albero di ulivo, essendo sempre stato animale terrestre ed estremamente pacifico, comincerò  da oggi la lunga ricerca di un ulivo degno di accogliermi ed a preparare il post di addio per salutare in maniera appropriata:

Per gli epitaffi, approfitterei del Giusti, dicendo, nel caso più logico 

Prima viveva:
      è morto                    
       

Oppure in caso di insalubrità

Fracatz, che portò 
fin dalla culla
il duro peso di
una vita oziosa,
stanco di non 
far nulla,
un giorno si 
ammazzò per
far qualcosa       
  

Ora vi lascio, perchè prevedo che la ricerca dell'albero sarà lunga e faticosa

Un grazie a mia nonna Angela, gran lavoratrice nonostante i suoi 7 figli, da cui ho appreso la virtù delle formichine, della rinuncia e della scelta confacente: tipo farsela a piedi e con i soldi del biglietto comprarci un gelato
Grazie a nonno Peppe alle sue manone piene di calli per avermi portato tante volte sulla canna della sua Bianchi e trasferito l’amore per le piante, per la campagna, il gusto di fare il vino, raccogliere funghi e la pazienza di accudire le bestie. Grazie ad entrambi i nonni per avermi fatto da genitori per 2 anni per necessità contingenti
Grazie a nonna Silvia, contadina e romana da sempre, per tutte le sue storielle sui papi, le canzoncine con cui manifestava la sua allegra femminilità nonostante i 5 figli tutti maschi, grazie per qualche piatto romano che raramente ancora cucino e per le estati in cui mi ospitava per i lavori edili nelle vacanze scolastiche.
Grazie a zio Lello per avermi insegnato che dopo 6 giorni di lavoro, la domenica bisognava riposare ed andare al cinema e grazie per avermelo sempre pagato.
Un caro grazie a te mamma Lavinia per avermi accolto sulla tua barchetta di cui tu saldamente tenevi il timone mentre Amilcare duramente remava, il grazie è particolare perché so’ quanto tu avessi desiderato una femmina e che fosti costretta a riprovarci finchè il buon Dio non ti accontentò
Un grazie a tutti per non esservi mai lasciati andare in sdolcinerie tipo carezze sul capo o baci se non di saluto o commiato e penso che questo vi sia pesato maggiormente, perché sapevate quant’è duro formare un uomo libero che sapesse affrontare il cammino della vita senza contare su nessuno.
Grazie per le vostre ferme convinzioni, per non aver mai ceduto ad un pianto, ad un capriccio, cosa ormai desueta e che ha portato al disfacimento della famiglia e della razza italiana.